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L’ENDOMETRIOSI: tutto quello che c’è da sapere

L’endometriosi è una malattia ginecologica benigna che si verifica quando le cellule presenti nell’endometrio, lo strato di tessuto che normalmente copre l’interno dell’utero, crescono all’esterno di esso, coinvolgendo generalmente le ovaie, le tube di Falloppio e il tessuto che riveste il bacino, mentre più raramente arrivano oltre l’area in cui si trovano gli organi pelvici.

Con l’endometriosi, il tessuto simile all’endometrio agisce come farebbe il tessuto endometriale: si ispessisce, si rompe e sanguina ad ogni ciclo mestruale. Ma mentre durante il normale ciclo, questo tessuto si accumula e viene eliminato se la donna non rimane incinta, attraverso le mestruazioni, nelle donne affette da endometriosi, il tessuto che si sviluppa fuori dell’endometrio e risponde ai cambiamenti ormonali del ciclo mestruale, si accumula e si disgrega sanguinando all’interno del bacino poiché non ha altro modo di uscire dal corpo. Il tessuto circostante può quindi irritarsi, sviluppando infine tessuto cicatriziale e aderenze, bande di tessuto fibroso che possono far aderire i tessuti e gli organi pelvici l’uno all’altro. Quando l’endometriosi coinvolge le ovaie, possono formarsi inoltre cisti chiamate endometriomi.

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L’endometriosi può colpire donne di qualsiasi età, è più comune tra i trenta ei quaranta ma tuttavia, può iniziare nelle ragazze di otto anni, e i sintomi sono variabili. Alcune donne manifestano sintomi lievi, ma altre possono avere sintomi da moderati a gravi. La gravità del dolore non è comunque correlata con il grado o lo stadio della condizione. Si possono infatti manifestare dolori agonizzanti su una forma lieve della malattia, e viceversa. Si stima che circa un quarto delle donne malate non presenta alcun sintomo. In generale i sintomi includono dolore pelvico, mestruazioni abbondanti, dolore con movimenti intestinali e infertilità. Si è osservato infatti che le donne colpite da endometriosi hanno una maggiore probabilità di essere sterili o di avere difficoltà a rimanere incinte. La causa esatta di endometriosi non è conosciuta. Una teoria suggerisce che l’origine di tale malattia possa essere derivante da una “mestruazione retrograda” ossia dalla risalita di parte del tessuto attraverso le tube di Falloppio nell’addome, dove si attacca e cresce. Un’altra teoria suggerisce che il tessuto endometriale possa spostarsi e impiantarsi attraverso i canali sanguigni o linfatici, in modo simile al modo in cui si diffondono le cellule tumorali. Una terza teoria suggerisce che le cellule in qualsiasi luogo possono trasformarsi in cellule endometriali. Inoltre sembra che alcuni fattori genetici possano essere predisponenti alla malattia.

Attualmente, non esiste una cura per l’endometriosi. L’utilizzo di contraccettivi orali combinati sembra avere un’efficacia nel ridurre il rischio di endometriosi, come anche l’esercizio fisico e l’astinenza all’utilizzo di grandi quantità di alcol possono essere preventivi. Esistono inoltre un una serie di trattamenti che possono migliorare i sintomi, includendo farmaci antidolorifici, o interventi chirurgici. I diversi trattamenti disponibili mirano a ridurre la gravità dei sintomi e migliorare la qualità della vita della donna che convive con tale condizione. L’approccio scelto dipenderà dalla gravità dei sintomi, dall’età in cui si verifica tale problematica e dalla necessità di rimanere incinta. I medici in genere raccomandano di provare prima gli approcci terapeutici conservativi, optando per la chirurgia se il trattamento iniziale fallisce. La diagnosi di endometriosi può richiedere del tempo, poiché i sintomi sono simili ad altre condizioni, quali ad esempio la cistite interstiziale e la fibromialgia. Il metodo di diagnosi più sicuro è la laparascopia, un’operazione in cui una telecamera viene inserita nell’ombelico per osservare i segni dell’endometriosi intorno agli organi pelvici, purtroppo altri tipi di analisi meno invasivi non sono sicuri. L’endometriosi è comunemente mal diagnosticata, si è stimato che le donne che soffrono di endometriosi vedono una media di sette medici prima di ricevere una diagnosi corretta, con un ritardo medio di 6/7 anni tra l’insorgenza dei sintomi e le biopsie ottenute chirurgicamente. Questo ritardo medio pone l’endometriosi all’estremo limite dell’inefficienza diagnostica.

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Dott. Luca Lattuada Biologo Nutrizionista
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