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Dal DNA alla forchetta: come i tuoi geni influenzano le tue scelte alimentari
Pubblicato il:
10 Gennaio 2024

L’alimentazione è un aspetto cruciale della vita di ogni individuo, influenzando la salute a lungo termine e il benessere generale. Oltre alle preferenze personali e culturali, ciò che mangiamo è anche influenzato dai nostri geni. La connessione tra il DNA e le scelte alimentari è un campo di studio sempre più rilevante, che ha rivelato come la nostra composizione genetica possa giocare un ruolo significativo nel determinare ciò che decidiamo di mettere a tavola e come il nostro corpo reagisce al cibo.

I nostri geni infatti, possono essere responsabili di come reagiamo a certi alimenti. Per questo motivo, vengono sempre più approfondite due discipline: la nutrigenomica, che studia l’impatto che i diversi elementi introdotti con la dieta hanno sui nostri geni, e la nutrigenetica, che identifica come il patrimonio genetico di ognuno di noi influenzi il metabolismo di ciò che introduciamo con il cibo.

Ognuno di noi possiede delle caratteristiche genetiche uniche, in grado di influenzare la risposta a vari tipi di stimoli, tra cui anche la composizione della dieta. Queste caratteristiche, meglio definite come varianti genetiche, possono essere più o meno comuni nella popolazione umana, e possono influenzare l’attività delle proteine prodotte dall’organismo sulla base delle istruzioni presenti nei geni. Tali proteine determinano, a loro volta, varie caratteristiche dell’individuo, come quelle fisiche, ad esempio il colore dei capelli, e quelle metaboliche, come la capacità di metabolizzare i nutrienti introdotti con il cibo, o di metabolizzare i farmaci assunti.

La preferenza per certi sapori e alimenti può essere radicata nei nostri geni. Studi scientifici hanno dimostrato che le persone possono avere sensibilità diverse a sapori specifici a causa della variabilità genetica. Ad esempio, alcuni individui potrebbero essere più inclini a gradire sapori amari, come quelli presenti nelle verdure a foglia verde, mentre altri potrebbero preferire sapori dolci o salati. Queste differenze possono influenzare direttamente le scelte alimentari quotidiane. Una persona con una sensibilità aumentata ai sapori amari potrebbe apprezzare di più una dieta ricca di verdure, mentre chi ha una predisposizione per i sapori dolci potrebbe preferire alimenti più zuccherati. Comprendere la propria predisposizione genetica può aiutare a personalizzare la propria dieta in modo da renderla più adatta alle preferenze individuali.

Oltre alle preferenze gustative, la genetica influisce anche sul modo in cui il nostro corpo elabora e utilizza il cibo. Il metabolismo è un processo complesso che coinvolge una serie di geni responsabili della regolazione dell’assorbimento, dei nutrienti e della produzione di energia. Alcune persone potrebbero avere un metabolismo più veloce, che consente loro di bruciare calorie più rapidamente, mentre altre potrebbero avere un metabolismo più lento, che può portare a una maggiore conservazione di energia. Conoscere la propria predisposizione genetica al metabolismo può essere cruciale per mantenere un adeguato peso corporeo e gestire la dieta in modo efficace. Ad esempio, chi ha un metabolismo più lento potrebbe dover fare attenzione a consumare una quantità moderata di calorie e adottare una strategia di controllo del peso più attenta.

I geni possono anche influenzare alcune intolleranze alimentari. L’intolleranza al lattosio, ad esempio, è causata da una mancanza di un enzima chiamato lattasi, che è responsabile della digestione del lattosio, uno zucchero presente nel latte e nei suoi derivati. La capacità di produrre lattasi può variare a seconda della composizione genetica di un individuo; chi ha una predisposizione genetica a mantenere elevati livelli di lattasi potrebbe tollerare meglio i latticini, mentre chi ha una bassa produzione di questo enzima potrebbe risultare intollerante al lattosio.

Bisogna ricordarsi che il cibo non modifica il DNA delle nostre cellule, ma alcuni elementi della nostra dieta sono in grado di influenzare come le istruzioni contenute nel DNA vengano elaborate dall’organismo, ovvero, alcuni alimenti sono in grado di modulare l’espressione genica, per cui alcuni geni possono smettere di funzionare, funzionare di meno o funzionare di più. Di conseguenza, è vero che una certa variante genetica può predisporre o meno a una specifica condizione, ma è anche vero che l’integrità e la salute del nostro genoma sono determinate dal costante apporto di nutrienti specifici. Molti studi hanno individuato dei nutrienti definiti protettivi per il genoma, cioè potenzialmente utili per ridurre gli effetti delle patologie alle quali si è predisposti. Degli esempi sono rappresentati dall’acido folico, la vitamina B12, la vitamina A la vitamina E, la niacina, la biotina, ed altri, ma qualunque sia il tipo di nutriente, è di fondamentale importanza che il suo apporto quantitativo sia ben bilanciato e adeguato alle esigenze e condizioni di ciascun individuo.

La comprensione della connessione tra genetica e alimentazione sta aprendo la strada a un approccio più personalizzato dell’alimentazione. Con l’avanzamento delle tecnologie genomiche, sempre più persone stanno optando per test genetici che forniscono informazioni dettagliate sulla loro predisposizione genetica alle scelte alimentari, al metabolismo e alle intolleranze. Queste informazioni possono essere utilizzate per adattare la propria dieta in modo più mirato, ottimizzando la salute e il benessere. I professionisti della salute, come nutrizionisti e dietologi, possono collaborare con i pazienti per sviluppare piani alimentari personalizzati che tengano conto delle loro caratteristiche genetiche uniche. Un’ alimentazione personalizzata che tenga in considerazione anche la suscettibilità genetica potrebbe essere una strategia promettente per ottimizzare le scelte nutrizionali e migliorare lo stato di salute.

In conclusione, la relazione tra DNA e forchetta è un campo di ricerca affascinante che sta rivoluzionando il modo in cui comprendiamo e affrontiamo la nutrizione. Riconoscere l’impatto dei nostri geni sulle scelte alimentari e sulla risposta del nostro organismo al cibo può portare a una maggiore consapevolezza e a un approccio più personalizzato dell’alimentazione, aprendo la strada a una vita più sana e soddisfacente.



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