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La dieta del mima digiuno del dottor Longo

Alcuni studi hanno dimostrato che modifiche alle abitudini alimentari quali, la restrizione calorica, la restrizione dietetica, intervallati a periodi di digiuno e persino alla limitazione del tempo in cui il cibo viene consumato, possono avere un impatto sulla longevità.

Limitare l’assunzione di aminoacidi e proteine ​​generalmente riduce le comorbidità legate all’invecchiamento e quindi aumenta la salute e la longevità.

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Simulare il digiuno per assicurare all’organismo i suoi benefici, ma senza le conseguenze negative e le privazioni che lo caratterizzano. Su questo principio si basa il metodo chiamato Dieta Mima Digiuno (DMD) che consentirebbe di nutrirsi mantenendo gli stessi effetti del digiuno a solo acqua.

Il protocollo DMD si basa sugli studi del dott. Longo, direttore del Longevity Institute della University of Southern California, che in linea di massima si basano sul ruolo delle proteine nella dieta.

La Dieta Mima Digiuno (DMD) si basa su due assiomi principali che sono nati dall’osservazione di una comunità di nani ecuadoriani (i Laron). Questa piccola comunità è caratterizzata da una bassissima incidenza di patologie quali cancro e diabete. Le ricerche svolte sugli appartenenti a questa comunità hanno dimostrato che i Laron soffrono di una deficienza del ricettore dell’ormone della crescita, che impedisce la sua conversione in IGF-1, il potente fattore di crescita fondamentale nella fase di sviluppo. La carenza indiretta di IGF-1 li rende nani, ma allo stesso tempo li protegge da tutte le malattie più comuni, nonostante adottino un’alimentazione non particolarmente salutare e vivano in un’area dell’Ecuador dove le neoplasie hanno un’incidenza elevata.1

Il primo assioma della DMD, pubblicato con uno studio scientifico su Cell Metabolism2, è quello per cui chi consuma oltre il 20% delle sue calorie sotto forma di proteine ha il 75% di rischio di mortalità in più (soprattutto negli over 65). Questa evidenza è dimostrata dal fatto che le proteine sono il principale mediatore dell’ormone della crescita GH: più proteine si consumano, più ormone della crescita il corpo produce, a sua volta l’ormone della crescita è il predecessore dei fattori di crescita (IGF-1 e IGF-2), che aumentano la divisione cellulare la quale è alla base dell’insorgenza di patologie quali tumori, il diabete e i processi d’invecchiamento.

Il secondo assioma invece tratta del digiuno vero e proprio. L’équipe del dott. Longo ha dimostrato le conseguenze del digiuno sul nostro organismo. La prima conseguenza, è il “ringiovanimento” degli organi, portando l’organismo ad uno stadio di rigenerazione dovuta alla produzione di cellule staminali. Da studi clinici del dott. Longo e del suo gruppo di ricerca, che sono ancora in corso di esecuzione, sembrerebbe che la DMD seguita per tre mesi, porterebbe ad un rinnovamento del 50% del sistema immunitario.

Riassumendo, grazie a una carenza selettiva di nutrienti, la DMD punta a ottenere gli stessi effetti riscontrati nel digiuno, con il vantaggio di essere più sostenibile da chi non è abituato a tale pratica.

Si tratta di una dieta a base 100% vegetale, quindi con zero prodotti di origine animale e apporto bassissimo di proteine. Gli alimenti consentiti sono verdure cotte o crude condite con olio evo, a cui è possibile aggiungere fino a 20 g di frutta secca; sono vietate le patate e sono da prediligere le verdure di stagione o un minestrone privo di legumi (che rappresenterebbero una fonte di proteine). Gli unici zuccheri ammessi sono quelli provenienti dalla verdura, così come i grassi sono quelli “buoni” ovvero derivati dall’olio di condimento delle verdure e dalla frutta secca.

Concludendo, possiamo affermare che anche se si parla di dieta mima digiuno, sarebbe più corretto parlare di regime alimentare il cui obiettivo non è far perdere peso ma attivare un processo di rigenerazione cellulare. Proprio per la particolarità di questo protocollo alimentare è consigliato eseguirlo sotto stretto controllo medico.

  1. Brandhorst S, Longo VD. Protein Quantity and Source, Fasting-Mimicking Diets, and Longevity. Adv Nutr. 2019;10(Suppl_4):S340–S350. doi:10.1093/advances/nmz079
  2. Morgan E. Levine et al “Low Protein Intake Is Associated with a Major Reduction in IGF-1, Cancer, and Overall Mortality in the 65 and Younger but Not Older Population” http://dx.doi.org/10.1016/j.cmet.2014.02.006
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Dott. Luca Lattuada Biologo Nutrizionista
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