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Che correlazione c’è tra uovo e colesterolo?
Pubblicato il:
6 Settembre 2023

Per quasi mezzo secolo il colesterolo derivante dalla dieta è stato associato all’aumento del colesterolo plasmatico e alle malattie cardiovascolari. In particolare, le uova, e il loro consumo, sono state demonizzate e per questo motivo sono state per lungo tempo accusate di essere la principale causa del rischio di incidenza delle malattie cardiovascolari.

Ma perché le uova sono state per così tanto tempo demonizzate?

A metà del 20° secolo, uno studio dimostrò che concentrazioni sieriche elevate di colesterolo erano fortemente legate al rischio di malattie cardiovascolari e dato che le uova sono una delle principali fonti dietetiche colesterolo (un uovo grande contiene circa 186 mg di colesterolo) per molto tempo si è raccomandato di ridurne l’assunzione nel tentativo abbassare il livello di colesterolo plasmatico.

Si credeva infatti che ci fosse una correlazione diretta tra colesterolo assunto tramite l’alimentazione e aumento di colesterolo ematico e quindi aumento di malattie cardiovascolari.

In realtà, il colesterolo ematico è per la maggior parte (circa l’80%) autoprodotto. Nel caso di una maggiore assunzione con la dieta, cioè se si mangia cibi più ricchi di colesterolo, i sistemi di autoregolazione dovrebbero regolarne la produzione, mantenendo i livelli costanti. È probabile che variazioni genetiche nella regolazione di questi meccanismi possano influenzare la risposta ad una assunzione maggiore di colesterolo con la dieta, facendo la differenza fra un sistema di autoregolazione che funziona e uno che non funziona. La predisposizione genetica gioca quindi un ruolo cruciale nella capacita del nostro corpo di autoregolarsi nella produzione di colesterolo.

Ciò che è stato appurato è che non è tanto il colesterolo in sé assunto con l’alimentazione a sbilanciare il profilo lipidico ematico ma l’introduzione con la dieta di rilevanti quantità di acidi grassi saturi e acidi grassi trans (questi ultimi presenti in alcuni prodotti industriali, nei latticini e nella carne dei ruminanti), ma anche di zuccheri, accompagnati da scarse quantità di acidi grassi essenziali e di fibra. L’alimentazione nel suo complesso, se non è variata ed equilibrata, va da intaccare tale equilibrio.

Di fatto molti studi attuali tendono a dimostrare che il consumo di uova non è un fattore di rischio di malattie cardiovascolari in soggetti sani.

Per le uova, un consumo accettabile per soggetti sani è quello di un uovo 2-5 volte alla settimana. Recentemente alcuni organismi internazionali tendono a non indicare un limite nel numero di uova da consumare, ma sottolineano l’importanza di ridurre i grassi saturi e limitare il colesterolo nella dieta (USDA, 2010; American Heart Association, 2006). È importante considerare nel consumo anche le uova contenute come ingrediente di ricette (ad esempio pasta all’uovo, biscotti, torte, ecc.).
(LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE – fonte CREA)

Tuttavia, le persone ad alto rischio di malattie cardiovascolari come quelli con diabete o ipertensione devono avere cautela nell’assunzione di colesterolo nella dieta, in particolare nell’assunzione di uova. Pertanto, anche se la raccomandazione di limitare il consumo di colesterolo e uova in soggetti sani è stata eliminata, è necessario ancora essere prudenti con loro assunzione in base allo stato fisiologico delle persone.

 

The Impact of Egg Nutrient Composition and Its Consumption on Cholesterol HomeostasisHeqian Kuang,1 Fang Yang,2 Yan Zhang,1 TiannanWang,1 and Guoxun Chen
Egg consumption and risk of coronary heart disease and stroke: dose-responsemeta-analysis of prospective cohort studies: Ying Rong, doctoral student, Li Chen, research fellow, Tingting Zhu, research fellow, Yadong Song, researchfellow, Miao Yu, research fellow, Zhilei Shan, research fellow, Amanda Sands, doctoral student, Frank B Hu,professor, and Liegang Liu



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